PENSARE IN PICCOLO E’ PIÙ FACILE MA…

Riflettevo come l’uomo tenda sempre a pensare e ad agire in piccolo anziché in grande. Per esempio, in molte città italiane tra cui Gubbio, il 26 maggio ci saranno le elezioni comunali oltre a quelle europee.

Ebbene, nonostante le prossime elezioni europee potrebbero cambiare le sorti dell’Europa e quindi la sua storia, assumendo quindi un’importanza epocale nel dibattito tra europeisti e sovranisti, nei comuni in cui c’è il doppio voto, l’attenzione dei cittadini è rivolta al 90-95% alle elezioni amministrative.

E’ vero che per le comunali si mettono in moto centinaia di cittadini-candidati, ma in realtà anche gli elettori non coinvolti tendono a guardare quasi esclusivamente il proprio orticello, non rendendosi conto che, per quanto possa essere importante avere un buon sindaco e bravi consiglieri, il destino economico e sociale di ogni città si decide prevalentemente altrove. #elezioni2019

UOMO E DONNA: PUNTI DI VISTA

Dialogo realmente accaduto tra me e mia moglie.

SILVIA: “Francesco, se vai al supermercato prendi anche le mele”.
FRANCESCO: “Le mele non le riprendo, perché tanto non le mangiate”.
SILVIA: “Non le mangio perché quelle che ci sono sono andate a male”.
FRANCESCO: “E’ il contrario. Le mele sono andate a male perché non le mangiate!”

“COSA” e non “CHI”

Se si potessero affrontare gli argomenti senza sapere CHI abbia detto COSA, tutto sarebbe più facile.
Ormai il pregiudizio, il livore, il tifo da stadio, uniti all’ignoranza e all’incompetenza di massa, hanno preso il sopravvento in ogni campo.
Se tutto quanto fosse affermato in forma anonima, a quel punto emergerebbero solo i contenuti e le soluzioni migliori.

SONO UN EUROPEISTA CONVINTO

Al di là delle tante chiacchiere che si fanno e delle reali inefficienze, sono un europeista convinto, non tanto perché ci credo (e ci credo davvero!), quanto perché ogni singolo stato europeo, da solo, sarebbe il nulla. Pure la Germania, che altrimenti avrebbe già fatto a tutti una bella pernacchia.
E’ naturale che sia io che i miei coetanei, e soprattutto quelli più anziani di me, siamo affetti da una sorta di nostalgia socio-storico-economica di un qualcosa che non esiste più.
Per fortuna la stragrande maggioranza dei giovani europei ragiona, altrettanto naturalmente, in termini comunitari e senza barriere, nonostante tutti i campanilismi, i provincialismi e le reali inefficienze di un continente che deve veramente scrollarsi di dosso la vecchiaia e passare dalla geografia alla storia e alla cultura.

A QUANDO IL DECRETO “ARROGANZA” ?!

Più che il “decreto dignità” di cui si parla tanto in queste settimane, a mio avviso, andrebbe emanato il “decreto arroganza”, contro tutti coloro che parlano di materie tecniche che a mala pena conoscono. Addirittura, costoro hanno pure la presunzione di insegnarle a chi le studia da anni.

Il paradosso è che tutti sembrano concordi sul fatto che occorrerebbe investire su cultura e istruzione, ma è solo ipocrisia. Del resto, che senso ha studiare per anni una materia, se oggi il primo stronzo senza alcun titolo, che al massimo ha letto l’argomento su Wikipedia, ha diritto di contestare nel merito un luminare?!

Nella foto allegata ho fatto riferimento alla diatriba sui vaccini, ma credo che questo mio ragionamento sia valido per tante altre materie di carattere tecnico-scientifico: la gestione dei rifiuti, le fonti di energia, le infrastrutture e molte altre ancora.

Di certo, se si procede così non si combinerà più nulla.

destra o sinistra?

DESTRA O SINISTRA? IL GOVERNO AMBIDESTRO

Per quanto gli ideali politici siano ormai un lontano ricordo, la grande magia politica del M5S è quella di saper far credere al proprio elettorato di sinistra che il governo che ora stanno appoggiando NON sia di DESTRA.

La grande forza della LEGA, invece, è quella di saper imporre e far apprezzare i propri ideali di estrema destra anche a ignari quanto orgogliosi elettori di sinistra.

NELLE ELEZIONI COMUNALI LE PERSONE PREVALGONO SUI SIMBOLI

Quanto più la competizione elettorale riguarda un ambito ristretto, tanto più la qualità e la credibilità delle persone prevale sul simbolo del partito.
La grossa flessione del M5S tra le elezioni politiche e quelle comunali non è solo frutto di un mero calcolo numerico, anche se pure quello ha il suo peso (non facendo alleanze, un conto è moltiplicare i voti per 30, un altro è farlo per 300).
Il fatto è che in una città medio piccola, diciamo di 30.000 abitanti, delle persone si conoscono capacità e impegno civico, fatti e misfattti, vizi e virtù, hobby e passioni, a prescindere dal partito con il quale si candidano.
Una selezione ad personam che su scala nazionale è impossibile fare, tanto che la perdita di credibilità ha risucchiato indistintamente quasi tutti gli esponenti dei partiti “tradizionali”.
La chiave delle elezioni comunali è tutta qui. Il rapporto diretto tra gli elettori e i candidati, la loro rete di conoscenze, hanno molta più forza di un simbolo, anche se oggi ha il vento in poppa. Altrimenti sarebbe impossibile spiegare alcune riconferme di sindaci del PD, partito in fase di autodistruzione.
Per questo è fondamentale la scelta dei candidati, in particolar modo quella del candidato Sindaco, non tralasciando alcun dettaglio.

NIMBY e NIMTO

NIMBY E NIMTO, LE SINDROMI CHE BLOCCANO L’ITALIA

NIMBY e NIMTO sono due sigle inglesi che descrivono sindromi tipicamente italiane.
La prima, la NIMBY (Not In My Back Yard) “NON NEL MIO CORTILE” attanaglia molti cittadini che osteggiano certe attività o quanto meno ne contrastano l’esercizio nel proprio territorio. Ad esempio quasi tutti hanno l’auto alimentata a gasolio o benzina, ma nessuno vorrebbe una raffineria nel proprio comune di residenza.
La seconda, la NIMTO (Not In My Terms Of Office) “NON DURANTE IL MIO MANDATO” è ciò che anima l’attività di molti politici che si rifiutano di prendere decisioni giuste ma impopolari. Molti magari le condividono nei presupposti, nella virtuosità, ma consci che porterebbero a una perdita di consenso, ne rinviano la decisione e l’approvazione.
Si tratta di fenomeni socio-politici molti diffusi che stanno facendo regredire l’Italia a terzo mondo, con un solo merito: non avremo più l’emergenza migranti, perché i migranti, tra poco, saremo noi.

retribuzioni dei politici - Atene

RETRIBUZIONI E MANCATE RESTITUZIONI DEI GRILLINI: UN FALSO PROBLEMA

Le retribuzioni dei politici sono state introdotte dal grande Pericle, ad Atene, a fondamento e garanzia dell’esercizio della democrazia. Questa dava modo a tutti di esercitare il ruolo di parlamentare e contrubuire alla democrazia e al governo della città. Altrimenti, solo i ricchi avrebbero potuto esercitare determinati ruoli.
Ciò premesso, vado controcorrente a ciò che tanto oggi infiamma il “popolaccio” e vi dico che di questa polemica sul M5S me ne frego, perché il problema delle retribuzioni dei parlamentari è un FALSO PROBLEMA. A mio avviso se un ministro, o un semplice parlamentare, fosse realmente efficace con atti e leggi che migliorano lo Stato e risolvono i problemi della gente, me ne fregherei se restituisce o meno metà stipendio. Lo stipendio potrei pure raddoppiarglielo o triplicarglielo, ad esempio, se mi dimezzasse la durata dei processi, la disoccupazione giovanile, ecc.
In una qualsiasi azienda anche il manager più scalcinato percepisce almeno almeno 5.000/7.000 euro al mese. Ma deve risolvere problemi, raggiungere obiettivi, insomma essere efficace, altrimenti va a casa. Lo Stato oggi è l’azienda più complicata da gestire e vorremmo risolverne i problemi abbassando le retribuzioni dei parlamentari? Quale è il manager idiota e masochista che andrebbe a fare il parlamentare, percependo meno di ciò che guadagna nel proprio lavoro, prendendosi tanti vaffanculo? Nessuno.
Il VERO PROBLEMA oggi è che i parlamentari sono lì, pagati bene, ma non decidono sia per incapacità sia perché vogliono essere rieletti. E per essere rieletti solitamente è preferibile non fare nulla che tolga consenso, cioè è meglio non decidere.
Per questo, da elettore PD, apprezzo molto il vincolo dei due mandati del M5S, almeno consecutivi. Se un politico non ha la possibilità di fare carriera in politica, molto probabilmente cercherà di agire più per il bene del paese e meno per il proprio consenso.

perchè cadono i quadri ?

MA PERCHÉ CADONO I QUADRI?

Dialogo del film “La leggenda del pianista sull’oceano”, tratto dal monologo teatrale “Novecento” di Alessandro Baricco.

MAX: Nonno, non te lo sei mai chiesto perché cadono i quadri?

VENDITORE: No, veramente.

MAX: A me m’ha sempre colpito tutta questa faccenda dei quadri.

VENDITORE: Ma che cazzo c’entra il quadro!

MAX: C’entra! Perché a Novecento quella famosa notte andò come va per i quadri: stanno su per anni, e poi senza che accada nulla, ma nulla dico, FRAN, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, però loro a un certo punto FRAN, cadono lo stesso. Nel più assoluto silenzio con tutto immobile intorno, non una mosca che vola e loro FRAN! Non c’è una ragione, perché proprio in quell’istante? Non si sa. FRAN! Cos’è che succede ad un chiodo per farlo decidere che proprio non ne può più? C’ha un’anima anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, il chiodo? Erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere da anni, poi hanno deciso un data, un ora, un minuto, un istante preciso? O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato! “Guarda, io mollo tutto fra 7 anni”. “Per me va bene”. “Allora intesi, per il 13 maggio”. “Ok”. “A mezzogiorno”. “Facciamo a mezzogiorno e tre quarti”. “D’accordo, allora buonanotte”. Sette anni dopo, il 13 maggio, a mezzogiorno e tre quarti… FRAN! È impossibile da capire, è una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, sennò esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e scopri che non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi “Io devo andarmene da qui”. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando una sera in mezzo all’oceano Novecento alzò lo sguardo dal piatto, mi guardò negli occhi e…

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