La guerra all’Iran e le conseguenti speculazioni sul prezzo del petrolio e sul costo dei carburanti hanno riportato in evidenza una questione che sostengo da anni, anche impopolarmente.
Il nucleare è una soluzione, anzi forse l’unica soluzione in grado di produrre energia pulita, sostenere i fabbisogni di industria e residenziale e mantenere costi relativamente bassi.
Purtroppo, la lotta alla decarbonizzazione del pianeta, portata avanti, ahimè, soprattutto se non soltanto dall’Europa, ha generato un circolo vizioso che alla fine abbiamo pagato solo noi cittadini in termini di bollette alle stelle e inflazione su ogni bene di consumo, generi alimentari compresi. Sì, perché il prezzo di ogni bene è influenzato dal costo dell’energia, che noi italiani in particolare abbiamo tra i più alti del mondo proprio perché non autosufficienti.
Ben vengano le altre energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, ecc.), ma queste non saranno mai sufficienti da sole a sostenere i fabbisogni dell’industria sempre crescenti.
Le industrie “hard to abate” (acciaio, cemento, chimica, ceramica, vetro, carta, ecc.) hanno risolto il problema aumentando i prezzi, tanto è vero che molte di esse presentano bilanci eccellenti. Chi ci rimette alla fine sono solo i cittadini, che non possono scaricare su nessuno i rincari.
La tecnologia e la scienza oggi hanno fatto passi da gigante e finalmente, anche con l’obiettivo di raggiungere l’indipendenza energetica, l’Unione europea ha invertito la rotta puntando anche sul nucleare per la transizione energetica, sostenendo lo sviluppo dei piccoli reattori modulari (SMR), centrali nucleari di dimensioni ridotte, più flessibili e più rapide da realizzare. Sono fresco reduce dal K-Energy di Rimini e ho un po’ approfondito l’argomento.
Ormai la politica internazionale, l’arroganza di Trump che sta mandando in fumo 70 anni di alleanza, la guerra in Ucraina e quella in Iran, ci hanno mostrato con evidenza che è necessario ragionare in termini europei su tutto, in particolare dal punto di vista energetico.
Ma, a prescindere da questo, permettetemi un ragionamento da italiano. Guardate la mappa delle centrali nucleari in Europa: ha senso continuare a dire NO al nucleare anche se siamo circondati da centrali di altri paesi? La risposta è sicuramente NO, a maggior ragione oggi che esistono tecnologie con livelli di sicurezza altissimi. Quindi avanti a tutta con il nucleare altrimenti ci doppiano.












