Durante la recente tre giorni di scacchi che abbiamo organizzato presso la Sala Trecentesca di Palazzo Pretorio, dovendo gestire circa 300 persone tra giocatori e accompagnatori, mi sono reso conto di un problema che la nostra città non può più sottovalutare.
Noi eugubini siamo magari abituati a “scalare” dislivelli, a salire scalinate: non ci preoccupa arrivare anche a piedi nella parte monumentale della città.
In realtà, tra chi è pigro e chi ha reali difficoltà a muoversi, la parte alta di Gubbio è difficilmente raggiungibile.
Oggi ho letto che gli ascensori sono tornati fruibili. Purtroppo, per motivi tecnici, durante il torneo erano fuori uso e abbiamo dovuto accompagnare alcuni giocatori anziani e con disabilità in auto fino a Piazza Grande.
Ma, al di là del torneo di scacchi, credo che Gubbio meriti un progetto degno del 2026, capace di rendere Piazza Grande e Via XX Settembre accessibili e facilmente raggiungibili da tutti. Un progetto che vada oltre gli ascensori che, per ovvi motivi, oltre a funzionare solo parzialmente e in determinati orari, non sono più sufficienti a sostenere un’esigenza sempre più sentita per una città turistica come Gubbio.
Nel recente passato ha fatto molto discutere il progetto della Fondazione Perugia, inizialmente approvato ma poi, per vari motivi, tra proteste, difficoltà tecniche e varianti progettuali, svanito (almeno per ora) nel nulla.
Le altre città umbre con caratteristiche simili a Gubbio, in termini di struttura urbana, si sono mosse in modo molto efficace: basti pensare a Perugia con le scale mobili della Rocca Paolina, ma anche a Spoleto, Orvieto e Assisi.
Per concludere, non so quale possa essere il progetto migliore, ma una cosa è certa: gli ascensori non bastano più. Bisogna progettare qualcosa e, soprattutto, realizzarlo. Il mondo va avanti e Gubbio deve cercare di stare al passo. E può farlo senza snaturare la propria bellezza medievale.
















