LA PACE DEL TERRORE

Queste parole sembrano incredibili, se pensiamo che siano state pronunciate da Trump durante un discorso in cui si celebrava la pace tra Israele e Palestina. Il punto è che oggi è cambiato il modo di fare “diplomazia”: un tempo si basava sul dialogo, mentre ora passa attraverso le “armi più potenti del mondo”, seminando terrore e morte.
Purtroppo, nel lunghissimo discorso di ieri, non ho sentito da Trump nemmeno un accenno ai 70.000 palestinesi uccisi, ai quali spero che la Storia un giorno renda Giustizia, perchè per ora ogni diritto umano calpestato sembra essere stato del tutto condonato.
Prendiamo ora il lato positivo di questo evento e auguriamoci che diventi davvero epocale, con la speranza che quei 70.000 morti rappresentino il carissimo prezzo pagato per la nascita dello Stato di Palestina.

SE FAI LA GUERRA COMMERCIALE ALLA CINA, TI FAI MALE!

Mai avrei pensato che in uno scontro USA–CINA avrei fatto il tifo per la Cina, ma è così. Del resto, è normale fare il tifo contro gli spavaldi. Ma stavolta gli arroganti si sbattono veramente male.
È paradossale, ma come sostiene l’economista Adam Posen, in una guerra dei dazi è in vantaggio chi esporta di più.
Questo perché il denaro è fungibile, le merci no. I cinesi hanno un surplus commerciale sugli USA di 263 miliardi di dollari. Con la guerra commerciale, quindi, la Cina perde soldi. Gli americani, invece, perdono beni e servizi che non sono in grado di produrre in modo competitivo: certamente non subito e non si sa quando. Il mercato americano rappresenta solo il 14% dell’export cinese, sostituirlo è tutt’altro che impossibile.
Invece, per l’America vale l’esatto contrario: i beni che importa non sono rapidamente sostituibili come il denaro, e forse non sarà mai in grado di produrli a prezzi accessibili. Per questo, industrie e cittadini affronteranno presto carenze di beni necessari, alcuni dei quali sono insostituibili nel breve periodo.
Alcuni esempi: il 40% degli iPhone, l’80% dei condizionatori, il 75% delle bambole e delle biciclette sono prodotti in Cina, e se alle famiglie togli i cellulari, le fai schiattare dal caldo e gli raddoppi il prezzo dei giocattoli per i loro figli, è normale che si incazzino.
Tutte queste cose si potranno forse fare anche in America, forse, ma di sicuro ci vorrà molto tempo e saranno molto più costose.
Per il momento, Trump alterna retromarce ridicole sui dazi a richieste di pazienza rivolte ai propri elettori, ma si sa: il popolo è molto volubile, soprattutto se gli tocchi le tasche.

IL CORSO CHE NON C’E’ PIU’

Rispetto a quando ero ventenne io (anni ‘90), oggi manca una fetta importantissima di gente, perché è cambiata la socialità delle persone. Sto parlando di coloro che andavano sul corso come me, solo per vedersi e incontrarsi. Le vasche. Il corso a quel tempo era sempre chiuso come ora ed era servito dagli stessi parcheggi, ma era sempre pieno di persone di tutte le età, dagli adolescenti agli ultracinquantenni. Tutti i giorni dell’anno dalle 18 alle 20 nei feriali e tutto il giorno nei festivi. Poi si sa, quando un luogo è pieno di gente, attira altra gente, e viceversa.
Oggi siamo in un circolo vizioso. Nessuno per vedersi va più sul corso. Qualcuno si accontenta di chattare nei social, qualcuno va altrove. A quel punto non essendoci più la gente, i negozi chiudono, rendendo il luogo ancor meno attraente.
Bisogna fare qualcosa per invertire la tendenza, ma oltre a tutte le cose emerse nell’articolo, bisognerebbe fare una cosa difficilissima: cambiare la testa e le abitudini alla gente che è sempre più pigra di fronte a un mondo sempre più tecnologico, ma triste.

LA MIA ESPERIENZA IN CONSIGLIO PROVINCIALE

Con la seduta di ieri mattina si è conclusa la mia esperienza da Consigliere della Provincia di Perugia. Nonostante la legge in vigore abbia tolto molta dignità al ruolo dei rappresentati politici provinciali (oltre che azzerato del tutto la retribuzione!), sono stati tre anni nei quali ho dato come mio solito il massimo, cercando di far coesistere l’impegno politico in Provincia con quello in Comune, oltre che quello professionale.
L’inopportunità dell’attuale legge è dimostrata dall’importanza che continua ad avere la Provincia di Perugia per i numerosi comuni, tra cui Gubbio, in materie come viabilità, scuole e beni patrimoniali. I risultati di questo triennio sono noti e consultabili.
Dal punto di vista personale, è stata un’esperienza molto proficua, avendo potuto apprezzare e conoscere persone nuove (sia politici che dipendenti dell’ente), consiglieri e sindaci di altri comuni, condividere idee e visioni diverse che sono sempre motivo di crescita.
È stata certamente una consgiliatura di successo, visto che la nostra presidente Stefania Proietti è stata individuata come candidata per il centrosinistra alla presidenza della Regione alle prossime elezioni. Conoscendo la sua caparbietà e preparazione, sono sicuro che sarebbe un’ottima guida per l’Umbria. C’è proprio bisogno di una come lei.
Prima, però, domenica 29 settembre si voterà per il rinnovo del Consiglio Provinciale. Nel fare i migliori auguri ai colleghi consiglieri Moreno Landrini e Scilla Cavanna per essere riconfermati, a Cesare Carini che è l’unico socialista in lista, non posso non evidenziare un grande vuoto. Si tratta dell’assenza di un candidato eugubino, nonostante ora il centrodestra abbia la maggioranza a Gubbio e la lista dei loro candidati per le prossime provinciali sia composta di soli 9 elementi su 12 disponibili. Non sarebbe stato impossibile eleggere qualcuno. Peccato.

LA MIA ESPERIENZA IN CONSIGLIO PROVINCIALE

Con la seduta di ieri mattina si è conclusa la mia esperienza da Consigliere della Provincia di Perugia. Nonostante la legge in vigore abbia tolto molta dignità al ruolo dei rappresentati politici provinciali (oltre che azzerato del tutto la retribuzione!), sono stati tre anni nei quali ho dato come mio solito il massimo, cercando di far coesistere l’impegno politico in Provincia con quello in Comune, oltre che quello professionale.
L’inopportunità dell’attuale legge è dimostrata dall’importanza che continua ad avere la Provincia di Perugia per i numerosi comuni, tra cui Gubbio, in materie come viabilità, scuole e beni patrimoniali. I risultati di questo triennio sono noti e consultabili.
Dal punto di vista personale, è stata un’esperienza molto proficua, avendo potuto apprezzare e conoscere persone nuove (sia politici che dipendenti dell’ente), consiglieri e sindaci di altri comuni, condividere idee e visioni diverse che sono sempre motivo di crescita.
È stata certamente una consgiliatura di successo, visto che la nostra presidente Stefania Proietti è stata individuata come candidata per il centrosinistra alla presidenza della Regione alle prossime elezioni. Conoscendo la sua caparbietà e preparazione, sono sicuro che sarebbe un’ottima guida per l’Umbria. C’è proprio bisogno di una come lei.
Prima, però, domenica 29 settembre si voterà per il rinnovo del Consiglio Provinciale. Nel fare i migliori auguri ai colleghi consiglieri Moreno Landrini e Scilla Cavanna per essere riconfermati, a Cesare Carini che è l’unico socialista in lista, non posso non evidenziare un grande vuoto. Si tratta dell’assenza di un candidato eugubino, nonostante ora il centrodestra abbia la maggioranza a Gubbio e la lista dei loro candidati per le prossime provinciali sia composta di soli 9 elementi su 12 disponibili. Non sarebbe stato impossibile eleggere qualcuno. Peccato.

CALCIO D’ARABIA: MEGLIO I SOLDI O LA GLORIA?

Cambiare squadra oggi è normale, non esistono più le bandiere come un tempo. E i soldi sono importanti, non bisogna fare gli ipocriti.
Quello che però non riesco a capire è come un grande giocatore come Osimhen, a soli 25 anni e avendo vinto poco, scelga di chiudere (almeno per ora) con il calcio che conta.
Posso capire chi sceglie i soldi a fine carriera, come CR7 o Messi, dopo aver vinto tutto, ma a 25 anni no.
È la sconfitta dello sport e dell’agonismo nei confronti dell’avidità senza limiti.
A volte mi domando: c’è una differenza sostanziale tra guadagnare 10 o 40 milioni a stagione?

GLI SCACCHI GIOCO PER VECCHI !?

Assolutamente no! Voglio sfatare questo luogo comune. Ho 52 anni e ancora a scacchi tengo duro anche con i più giovani. E’ sicuramente più facile restare competitivi rispetto a sport fisici come calcio o ciclismo, seppure anche tra questi sport vi sono differenze.
Eppure le statistiche parlano chiaro: ad alto livello agonistico gli scacchi sono uno sport quasi esclusivamente per giovani. Tra i primi 100 giocatori del mondo, solo 14 hanno più di 40 anni.
Sarebbe anche da chiedersi perché tra i primi 100 non ci sia nessuna donna (la prima è la cinese Yifan Hou, 111^) ma questo è un altro argomento, in parte collegato a questo dell’età, che approfondirò più avanti.

LO SPIRITO DEL CALCIO ALLA ROVESCIA!

Premetto che ieri tra le tre pretendenti alla Champions tifavo Napoli, sia perché unica squadra del Sud, sia per la simpatia verso Gattuso, allenatore corretto e uomo vero. Tuttavia, mi hanno molto infastidito le assurde critiche verso Juric, allenatore dell’Hellas Verona, reo di aver “onorato troppo seriamente l’impegno sportivo” (nonostante la sua squadra non avesse nulla in ballo), causando la sorprendente esclusione del Napoli. Juric ovviamente si è incazzato come un riccio con i giornalisti Sky, solo per aver pensato una simile accusa.
A parte il fatto che ci sono precedenti calcistici di campionati persi all’ultima giornata contro squadre scalcinate o senza obiettivi (Roma-Lecce, Perugia-Juventus, Lazio-Inter, ecc.) e che lo stesso Milan quest’anno aveva messo a rischio la qualificazione pareggiando alla penultima in casa con il Cagliari già salvo, trovo sconcertante che sia ritenuta “anomala” la serietà sportiva di una squadra che onora l’impegno fino all’ultimo. Non è un caso, forse, che gli scandali “Calcioscommesse” del 1980 e “Calciopoli” del 2006 siano avvenuti proprio in Italia. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso!

CINGOLANI FAN CLUB !

Invito, chi sia interessato concretamente alla transizione energetica, a leggere questa ampia intervista del Ministro Roberto Cingolani. Apolitico, concreto, apprezzato da tutti i partiti, ha le idee chiare su cosa occorra fare per far restare l’Italia agganciata al treno del futuro e ai paesi più evoluti del mondo. Cingolani, che è considerato lo scienziato del futuro sostenibile e dell’ambiente, parla chiaro e sfata tanti tabù:
1) Stop al Nimby, cioè a coloro che si godono le comodità del progresso (auto, energia, acciaio, medicine, case, strade, hi-tech, cibo, ecc.) ma non vogliono che il progresso sia prodotto nel proprio territorio;
2) Ambientalismo è crescita e non decrescita;
3) Necessità di velocizzare i tempi delle autorizzazioni (in Italia servono 4-5 anni mentre in Germania bastano 6 mesi).
4) Sì al nucleare a fusione;
5) I termovalorizzatori sono preferibili alle discariche e contrastano il traffico illecito di rifiuti gestito dalle mafie. In Italia continuiamo a spedire all’estero i nostri rifiuti pagando 200 euro alla tonnellata.
Ecco, se vi piace veramente Cingolani, Cingolani è questo. Speriamo che ce la faccia.

CON IL SOLO TURISMO SI MUORE DI FAME!

La salute viene prima di tutto, ma parlando di sviluppo economico e visione politica, l’attuale pandemia ha sbattuto in faccia a tutti un’amara evidenza. Impostare la strategia di una nazione, di una regione o di una città solo sul turismo è quanto di più sbagliato, miope e sconveniente si possa fare.
Quante volte ho sentito dire con grande superficialità:
“Dobbiamo puntare tutto sul turismo!”
“Tutto sul turismo il cazzo!” dico io…
Il turismo è importantissimo e deve essere uno dei settori su cui investire, ma non solo su quello, perché è fragilissimo.
Noi eugubini ne sappiamo qualcosa. Nel 2016 è bastata una forte scossa di terremoto a Norcia, cioè a oltre 100 km da Gubbio, che il turismo anche nella nostra città è stato azzerato per due anni.
Ora con il Covid-19 non ne parliamo.
La strategia migliore è diversificare, esaltando ovviamente le proprie peculiarità.

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